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lunedì 4 maggio 2009

Chianti Classico Castello di Brolio 1998

[singlepic id=77 w=320 h=240 float=center]Quando si ha la fortuna di bere un chianti cosi, si capisce la vera differenza tra un fuoriclasse e un vino comune, si capisce quanto lavoro viene fatto in vigna e cantina, si capisce l'importanza del territorio e del sangiovese.

Ma quello che mi ha affascinato di più in questa bottiglia è stato il mutamento che ha subito negli anni, il suo evolversi fino a raggiungere l'apice, l'invecchiare lasciando il ricordo di com'era per sbalordirti di com'è.

mercoledì 21 gennaio 2009

Merlot "le due terre" e il Sacrisassi



Chi ama il vino come il sottoscritto non può non amare i vini friulani,dotati di profumi straordinari dovuti ad un terreno e un clima unici e non meno importante sono le varietà autoctone che in questi ultimi anni stanno vivendo una seconda giovinezza grazie ad alcuni produttori tenaci che valorizzano vini come il pignolo,lo schioppettino,il refosco e via dicendo. Parlando di Friuli la prima cosa che enologicamente viene da dire è: terra di grandi bianchi! Certo,sacrosanta verità, ma non solo bisogna aggiungere,alcune tipologie di rosso arrivano ad una eleganza e potenza che a mio avviso non li rende secondi a nessuno;è il caso del merlot e del sacrisassi dell'azienda "le due terre".
Il merlot con 10 annetti sul groppone me l'aspettavo in fase discendente,invece si è presentato subito di un rosso scuro e molto chiuso,segno che se stava in bottiglia altri 2 anni non avrebbe accusato nessun danno. Passata la fase di decantazione al naso si avverte il cuoio,il frutto rosso molto maturo e le note vegetali del merlot ma evolute e molto fini mentre in bocca spicca per l'equilibrio confermando le note piacevoli avvertite col naso,molto persist
ente e lungo,un esempio di Merlot.
Il sacrisassi invece è un uvaggio composto da Refosco e Schioppettino,la punta di diamante dell'azienda,più volte premiato,quello sicuramente più conosciuto.
Il 2005 è ancora acerbo,o meglio non al massimo del suo potenziale se invecchiato ancora qualche anno, ma comunque si nota immediatamente che abbiamo a che fare con un cavallo di razza:molto ampio nei profumi che vanno dai frutti neri,al cuoio passando per uno speziato molto elegante e persistente,il colore tende ancora al violaceo(segno di gioventù) e il palato ci conferma questa speziatura e la nota fruttata rimane per molto tempo in bocca.Grande equilibrio in questa bottiglia certamente costosa ma assolutamente da provare.

Merlot "le due terre" e il Sacrisassi



Chi ama il vino come il sottoscritto non può non amare i vini friulani,dotati di profumi straordinari dovuti ad un terreno e un clima unici e non meno importante sono le varietà autoctone che in questi ultimi anni stanno vivendo una seconda giovinezza grazie ad alcuni produttori tenaci che valorizzano vini come il pignolo,lo schioppettino,il refosco e via dicendo. Parlando di Friuli la prima cosa che enologicamente viene da dire è: terra di grandi bianchi! Certo,sacrosanta verità, ma non solo bisogna aggiungere,alcune tipologie di rosso arrivano ad una eleganza e potenza che a mio avviso non li rende secondi a nessuno;è il caso del merlot e del sacrisassi dell'azienda "le due terre".
Il merlot con 10 annetti sul groppone me l'aspettavo in fase discendente,invece si è presentato subito di un rosso scuro e molto chiuso,segno che se stava in bottiglia altri 2 anni non avrebbe accusato nessun danno. Passata la fase di decantazione al naso si avverte il cuoio,il frutto rosso molto maturo e le note vegetali del merlot ma evolute e molto fini mentre in bocca spicca per l'equilibrio confermando le note piacevoli avvertite col naso,molto persist
ente e lungo,un esempio di Merlot.
Il sacrisassi invece è un uvaggio composto da Refosco e Schioppettino,la punta di diamante dell'azienda,più volte premiato,quello sicuramente più conosciuto.
Il 2005 è ancora acerbo,o meglio non al massimo del suo potenziale se invecchiato ancora qualche anno, ma comunque si nota immediatamente che abbiamo a che fare con un cavallo di razza:molto ampio nei profumi che vanno dai frutti neri,al cuoio passando per uno speziato molto elegante e persistente,il colore tende ancora al violaceo(segno di gioventù) e il palato ci conferma questa speziatura e la nota fruttata rimane per molto tempo in bocca.Grande equilibrio in questa bottiglia certamente costosa ma assolutamente da provare.

domenica 7 dicembre 2008

Barolo Paolo Scavino


Difficile aprire il discorso sul vino cominciando dalla parte più difficile,ovvero descrivere un "piemontese".Austeri,corposi,tannici,non certo immediati come i barriconi alla vaniglia di alcuni wine-bar o come quei vini proposti da amici e parenti con la solita frase:è quello del contadino-questo si che è naturale-di questo ne puoi bere fin che vuoi e stai tranquillo che il giorno dopo non hai mal di testa...Tranquillo sappiamo tutti la fine che ha fatto.
Ritornando invece al nostro Barolo mi vien subito da dire che l'aspettavo al culmine della maturità,vuoi per i suoi 12 anni,vuoi che sia ricavato da tre diversi territori che non potrebbero avere rese tali da potersi aggiudicare un etichetta(bric del fiasc,cannubi.bricco Ambrogio),vuoi che la mia cantina sia buona ma non ottima per il lungo invecchiamento,invece devo dire che un altro paio d'anni non l'avrebbero di sicuro danneggiato.
Ottimi profumi subito all'apertura,un tappo esaltante,poi scaraffandolo si sente la chiusura che comunque promette bene per il proseguo.Gira e rigira il bicchiere,dopo un oretta si comincia finalmente la beva,che ovviamente è ancora avara di gioie degne di nota,solo un po il frutto maturo e il cuoio.Passa il tempo è il nostro amico si rivela per quello che è:ampio con profumo di terra,il frutto ora è diventato sotto spirito tendente al balsamico e poi un profumo di liquirizia che perfora le narici.In bocca forse è un po meno esaltante ma di un equilibrio perfetto,ritorna quel sapore di terra che non è intesa come tale ma come espressione di una regione intera.
Difetti?
Nessuno,forse il prezzo anche se in linea con prodotti alla sua pari.
Ora son curioso di conoscere i suoi "fratelli" per avere un quadro completo dell'azienda che comunque rimane tra le leader tra quelle che fanno il Barolo alla vecchia maniera.
Al prossimo brindisi....

Barolo Paolo Scavino


Difficile aprire il discorso sul vino cominciando dalla parte più difficile,ovvero descrivere un "piemontese".Austeri,corposi,tannici,non certo immediati come i barriconi alla vaniglia di alcuni wine-bar o come quei vini proposti da amici e parenti con la solita frase:è quello del contadino-questo si che è naturale-di questo ne puoi bere fin che vuoi e stai tranquillo che il giorno dopo non hai mal di testa...Tranquillo sappiamo tutti la fine che ha fatto.
Ritornando invece al nostro Barolo mi vien subito da dire che l'aspettavo al culmine della maturità,vuoi per i suoi 12 anni,vuoi che sia ricavato da tre diversi territori che non potrebbero avere rese tali da potersi aggiudicare un etichetta(bric del fiasc,cannubi.bricco Ambrogio),vuoi che la mia cantina sia buona ma non ottima per il lungo invecchiamento,invece devo dire che un altro paio d'anni non l'avrebbero di sicuro danneggiato.
Ottimi profumi subito all'apertura,un tappo esaltante,poi scaraffandolo si sente la chiusura che comunque promette bene per il proseguo.Gira e rigira il bicchiere,dopo un oretta si comincia finalmente la beva,che ovviamente è ancora avara di gioie degne di nota,solo un po il frutto maturo e il cuoio.Passa il tempo è il nostro amico si rivela per quello che è:ampio con profumo di terra,il frutto ora è diventato sotto spirito tendente al balsamico e poi un profumo di liquirizia che perfora le narici.In bocca forse è un po meno esaltante ma di un equilibrio perfetto,ritorna quel sapore di terra che non è intesa come tale ma come espressione di una regione intera.
Difetti?
Nessuno,forse il prezzo anche se in linea con prodotti alla sua pari.
Ora son curioso di conoscere i suoi "fratelli" per avere un quadro completo dell'azienda che comunque rimane tra le leader tra quelle che fanno il Barolo alla vecchia maniera.
Al prossimo brindisi....