Ecco un altra variazione sul tema lasagne;dal sapore deciso ma con una nota cremosa e delicata.
Iniziamo a preparare le basi partendo dalla salsiccia che andremo a sgranare e soffriggere con un trito di scalogno e bagnata con un buon bicchiere di vino rosso,meglio se di qualità.Lasciamo cuocere finché il vino non sia ridotto quasi completamente e la salsiccia abbia assunto un bel colore tendente al rosso-viola.
Le patate vanno bollite con buccia e successivamente pelate e lavorate a caldo con una frusta aggiungendo sale,parmigiano,poca panna fresca e rosmarino e/o prezzemolo tritati.Le patate risulteranno cremose e a pezzettoni irregolari ma non a purea per intenderci.
La mozzarella se fresca andrà scolata e strizzata prima dell'uso,mentre se si usa quella a filoni non è necessaria nessuna operazione preliminare e si può passare direttamente alla cubettatura.La Besciamella è composta da 80g. di burro(o olio di semi) e altrettanti di farina per litro di latte;in questo caso ho aggiunto al termine una dadolata di fontina valdostana e non ho aggiunto la noce moscata grattugiata come di solito si usa.
La sfoglia per queste lasagne è la classica all'"emiliana" con 10 uova per chilo di farina ma in seguito vedremmo anche altri modi di fare la sfoglia.
Il procedimento è molto semplice:teglia imburrata e velo di besciamella,strato di sfoglia(bollita un paio di minuti in acqua salata e filo d'olio),strato di besciamella e aggiunta della salsiccia e delle patate cercando di ricoprire la superficie in modo omogeneo e mozzarella per ultimo;cosi per quanti strati si desidera, anche se vi consiglio il classico numero perfetto...ovvero 3!!!

Ecco un altra variazione sul tema lasagne;dal sapore deciso ma con una nota cremosa e delicata.
Iniziamo a preparare le basi partendo dalla salsiccia che andremo a sgranare e soffriggere con un trito di scalogno e bagnata con un buon bicchiere di vino rosso,meglio se di qualità.Lasciamo cuocere finché il vino non sia ridotto quasi completamente e la salsiccia abbia assunto un bel colore tendente al rosso-viola.
Le patate vanno bollite con buccia e successivamente pelate e lavorate a caldo con una frusta aggiungendo sale,parmigiano,poca panna fresca e rosmarino e/o prezzemolo tritati.Le patate risulteranno cremose e a pezzettoni irregolari ma non a purea per intenderci.
La mozzarella se fresca andrà scolata e strizzata prima dell'uso,mentre se si usa quella a filoni non è necessaria nessuna operazione preliminare e si può passare direttamente alla cubettatura.La Besciamella è composta da 80g. di burro(o olio di semi) e altrettanti di farina per litro di latte;in questo caso ho aggiunto al termine una dadolata di fontina valdostana e non ho aggiunto la noce moscata grattugiata come di solito si usa.
La sfoglia per queste lasagne è la classica all'"emiliana" con 10 uova per chilo di farina ma in seguito vedremmo anche altri modi di fare la sfoglia.
Il procedimento è molto semplice:teglia imburrata e velo di besciamella,strato di sfoglia(bollita un paio di minuti in acqua salata e filo d'olio),strato di besciamella e aggiunta della salsiccia e delle patate cercando di ricoprire la superficie in modo omogeneo e mozzarella per ultimo;cosi per quanti strati si desidera, anche se vi consiglio il classico numero perfetto...ovvero 3!!!

I filetti di persico che comunemente troviamo nei banchi delle pescherie li trovo un ottima risorsa per preparare piatti veloci e sfiziosi,grazie alle caratteristiche e al sapore delicato di questo pesce che come sappiamo è di acqua dolce.
Per questo "prontocuoci" ho usato alcuni carciofi,dei pomodori confit o in alternativa vanno bene anche i classici pomodori essicati sottolio e dei capperi dissalati.
Il persico non ha certo bisogno di lavorazione,ho giusto controllato che non siano rimaste spine nei filetti e ho poi l'ho tagliato a listarelle larghe circa un dito e aggiunto i vari ingredienti come ben si vede in foto.
I carciofi li ho portati quasi a cottura completa(in acqua acidula), in considerazione che questo piatto, avendo una cottura rapida (circa 5 minuti), tutti gli ingredienti dovranno essere pronti in questo breve tempo.
Il mio consiglio è di condire con olio,poco aglio sale e pepe fuori dal fuoco,poi versare il tutto in padella antiaderente a fuoco vivo e spadellare per pochi minuti.
In alternativa fare un soffritto con scalogno,acciuga e timo, a seguire versare il persico con il resto degli ingredienti e sfumare con vino bianco e proseguire la cottura ancora qualche minuto per poi servire con crostini di pane bruschettati.
I filetti di persico che comunemente troviamo nei banchi delle pescherie li trovo un ottima risorsa per preparare piatti veloci e sfiziosi,grazie alle caratteristiche e al sapore delicato di questo pesce che come sappiamo è di acqua dolce.
Per questo "prontocuoci" ho usato alcuni carciofi,dei pomodori confit o in alternativa vanno bene anche i classici pomodori essicati sottolio e dei capperi dissalati.
Il persico non ha certo bisogno di lavorazione,ho giusto controllato che non siano rimaste spine nei filetti e ho poi l'ho tagliato a listarelle larghe circa un dito e aggiunto i vari ingredienti come ben si vede in foto.
I carciofi li ho portati quasi a cottura completa(in acqua acidula), in considerazione che questo piatto, avendo una cottura rapida (circa 5 minuti), tutti gli ingredienti dovranno essere pronti in questo breve tempo.
Il mio consiglio è di condire con olio,poco aglio sale e pepe fuori dal fuoco,poi versare il tutto in padella antiaderente a fuoco vivo e spadellare per pochi minuti.
In alternativa fare un soffritto con scalogno,acciuga e timo, a seguire versare il persico con il resto degli ingredienti e sfumare con vino bianco e proseguire la cottura ancora qualche minuto per poi servire con crostini di pane bruschettati.
Mi è capitato più volte di rimanere poco soddisfatto riguardo la cottura dell'agnello perché spesso la carne all'interno rimane un po' spugnosa e l'odore troppo "selvatico".La soluzione dell'enigma in realtà è molto semplice: ho preso spunto da amici sardi che come da tradizione prima di cuocere l'agnello lo lasciano accanto al fuoco almeno un ora o nel forno ad una temperatura tra gli 80 e i 100°.Questa operazione fa si che la carne si asciughi un po perdendo quella mollosità rimanendo più compatta in cottura,favorendo anche la perdita dell'odore talvolta nauseante della carne ovina.Operazione consigliata per cotture di grosse pezzature come un cosciotto,una spalla o un agnello intero.
Davanti a richieste di cotture rapide,in negozio viene venduto uno spezzato di agnello con patate già sbollentate,scalogno,timo,salvia,basilico e pomodorini pendolini in modo da poter infornare il tutto a 180° per mezzoretta tenendo d'occhio l'agnello che non colorisca troppo ed eventualmente coprire con carta stagnola.
Un buon risultato si ottiene anche cuocendo in padella il tutto avendo cura di separare lo scalogno e farlo soffriggere insieme ad un paio di foglie di salvia,poi si aggiungerà la carne che dopo essere rosolata sarà bagnata con vino bianco e poi a seguire gli altri ingredienti.Una bella spolverata di timo fresco al termine renderà davvero originale il vostro piatto.
Mi è capitato più volte di rimanere poco soddisfatto riguardo la cottura dell'agnello perché spesso la carne all'interno rimane un po' spugnosa e l'odore troppo "selvatico".La soluzione dell'enigma in realtà è molto semplice: ho preso spunto da amici sardi che come da tradizione prima di cuocere l'agnello lo lasciano accanto al fuoco almeno un ora o nel forno ad una temperatura tra gli 80 e i 100°.Questa operazione fa si che la carne si asciughi un po perdendo quella mollosità rimanendo più compatta in cottura,favorendo anche la perdita dell'odore talvolta nauseante della carne ovina.Operazione consigliata per cotture di grosse pezzature come un cosciotto,una spalla o un agnello intero.
Davanti a richieste di cotture rapide,in negozio viene venduto uno spezzato di agnello con patate già sbollentate,scalogno,timo,salvia,basilico e pomodorini pendolini in modo da poter infornare il tutto a 180° per mezzoretta tenendo d'occhio l'agnello che non colorisca troppo ed eventualmente coprire con carta stagnola.
Un buon risultato si ottiene anche cuocendo in padella il tutto avendo cura di separare lo scalogno e farlo soffriggere insieme ad un paio di foglie di salvia,poi si aggiungerà la carne che dopo essere rosolata sarà bagnata con vino bianco e poi a seguire gli altri ingredienti.Una bella spolverata di timo fresco al termine renderà davvero originale il vostro piatto.
Questi pregiati molluschi originari del nord della Spagna sono ricchi di sostanze nutritive quali la vitamina A,sali minerali come il calcio e l'omega 3 che come ben sappiamo riduce il colesterolo cattivo e aumenta quello buono.
Le capesante al momento dell'acquisto devono essere chiuse per garantire che il mollusco all'interno sia vivo;in seguito poi vanno aperte e pulite con molta attenzione levando le parti filamentose e passate sotto l'acqua corrente per eliminare sabbia residua. Personalmente ho voluto arricchire questa preparazione mettendo 3 molluschi per ogni conchiglia in modo da ottenere una porzione più consistente e risparmiare spazio in cottura. Ho dovuto quindi staccare tutti i molluschi dalle conchiglie e dopo attenta pulizia li ho conditi con sale,pepe bianco,pochissimo aglio,pangrattato,olio extra vergine d'oliva e riposti nuovamente nei gusci in gruppetti da tre e cotti per una decina di minuti a forno ben caldo.
All'uscita ho inserito una julienne di pomodori confit e una spolverata di prezzemolo e basilico tritati.
I pomodori confit che ho usato questa volta sono preparati diversamente da quelli elencati nella preparazione del pesce Sanpietro: ovvero li ho prima leggermente sbollentati in acqua facendo un incisione a croce sull'estremità in alto in modo da poter togliere facilmente la buccia,poi li ho tagliati a spicchi(in 4) e tolto il succo e i semi e messi in teglia con sale,un pizzico di zucchero,aglio a rondelle,timo fresco e olio,poi infornati a 90-100° per un oretta abbondante.
La differenza tra i 2 modi di preparare questi pomodori consiste nella presenza o meno della buccia.Cosi facendo risulteranno più dolci e morbidi e di conseguenza formeranno un ottimo abbinamento alle capesante.
